Spesso il cambiamento è sinonimo di crescita e miglioramento e per darvi un esempio di ciò, questa settimana vi porto all’interno di un’altra basilica papale, la seconda che vi presento su questo sito: la Basilica di Santa Maria Maggiore.

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Situata nel rione Monti, venne fatta erigere da Papa Sisto III nel 432-440 in onore della Madonna. La configurazione iniziale della chiesa era a tre navate, divise da ventuno colonne ioniche per lato. La navata centrale era sormontata da una copertura lignea con un sistema di capriate a vista.

Nel corso dei secoli la basilica ha subito numerosi cambiamenti. Gli interventi fatti fra il XII e XIV secolo hanno riguardato la costruzione del transetto e la creazione di una nuova abside, che venne decorata con dei mosaici in vista del primo giubileo del 1300.

L’intervento più significativo risale al XV secolo quando il Cardinale d’Estouteville fece coprire con delle volte a botte le navate laterali e fece coprire la navata centrale con un ricco soffitto a cassettoni dorati su progetto di Giuliano da Sangallo. Pare che, secondo la tradizione, le decorazioni dei cassettoni fossero realizzate con il primo oro proveniente dalle Americhe e donato dal sovrano spagnolo alla Chiesa.

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Un altro grande intervento risale al XVI. Sisto V, infatti, incaricò l’architetto Domenico Fontana per la realizzazione della Cappella Sistina (da non confondere con la più famosa e omonima presente in Vaticano). L’ambiente venne sviluppato in una cripta, sotto l’altare, dotata di deambulatorio e venne dedicata al Santissimo Sacramento, perché integrava l’antico oratorio del Presepe e le reliquie della Mangiatoia di Gesù.

Assolutamente da visitare sono il Museo della Basilica in cui è presente il Presepe più antico realizzato con statue e gli Scavi sotto la Basilica. Tra gli anni ’60 e ’70 durante dei lavori di scavo sotto le navate laterali per risolvere i problemi di umidità della chiesa, vennero rinvenuti numerosi ambienti di origine romana risalenti al II e IV secolo. Lungo il percorso di visita sotterraneo è possibile vedere tracce di un piccolo stabilimento termale, tracce di affreschi e mosaici ben conservati e tracce di affreschi di un calendario agricolo. La cosa più suggestiva da vedere è l’esposizione di più di 14000 tegole romane in terracotta bollate, provenienti dalle coperture delle navate. Per mezzo di questi bolli è stato possibile datare alcune di esse: si va dal periodo di Diocleziano (V sec.) al periodo del re Teodorico (VI sec.).

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Insomma, una basilica in continua evoluzione che l’ha portata ad un risultato finale incredibile. Che dite, avevo ragione a portarvela come esempio positivo del cambiamento?

(Grazie alla delegazione del Lazio del FAI per avermi fatto scoprire questo posto. Seguiteli sui canali social per essere sempre aggiornati sulle loro iniziative. Ig e Tw: @fai_lazio)

Curiosità: secondo la tradizione pare che sia stata la Madonna stessa ad ispirare il luogo di costruzione della Basilica apparendo in sogno a Papa Liberio e al patrizio Giovanni, suggerendo che il luogo adatto sarebbe stato indicato miracolosamente. La mattina del 5 agosto un’insolita nevicata imbiancò l’Esquilino e papa Liberio avrebbe tracciato sulla neve il perimetro della nuova Basilica, costruita poi grazie al finanziamento di Giovanni.

Come arrivarci: dalla stazione di “Roma Termini” prendere via Cavour e percorrerla per quattro isolati. Svoltare a sinistra su Via dell’Esquilino e sarete arrivati a destinazione.Senza titolo-1